Vogue non ci sta. Moda e anoressia sono un binomio diventato tristemente famoso, ma non è mai troppo tardi per invertire la rotta. Così, dopo anni e anni di polemiche sulle modelle pelle e ossa, Vogue scende in campo a favore di quelle ‘sane’, lanciando un patto per tutelare le donne che del proprio corpo fanno il loro mestiere.
Come ha spiegato il presidente di Condé Nast International, Jonathan Newhouse: “Vogue ritiene che essere in buona salute è sinonimo di bellezza. L’obiettivo e il desiderio delle redazioni internazionali di Vogue è far sì che le riviste riflettano il loro interessamento verso la salute delle modelle che compaiono sulle pagine di moda e verso il benessere dei propri lettori”.
La campagna di promozione alla salute, che ha visto l’adesione di 19 direttori internazionali di Vogue, s’ispira a progetti già avviati negli States dal Consiglio degli Stilisti d’America (CFDA), con il sostegno di Vogue America, e nel in Gran Bretagna dal British Fashion Council.
L’iniziativa si propone di tutelare tanto le modelle che sfilano in passerella, spesso obbligate a seguire diete da fame pur di entrare in taglie da bambine, quanto l’universo femminile in generale, affinché il canone della magrezza eccessiva non venga imitato. Il manifesto di Vogue è stato già firmato da molti stilisti, che si impegnano ufficialmente a non collaborare con modelle al di sotto dei 16 anni, e con disturbi del comportamento alimentare (bulimia e anoressia), ma solo con quelle in salute e che contribuiscono con la loro immagine a diffondere una modello estetico positivo.




























